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Nessun uomo è un'isola (Daniele Rocca - filosofo e insegnante)

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  “Non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te”.  Così termina una celebre poesia dell’inglese John Donne, che alla fine del ‘700 utilizza la forte immagine della “campana da morto” per richiamare l’attenzione su un fatto tanto scontato quanto evitato: tutti, in quanto esseri umani, dobbiamo morire. Il poeta va però oltre, suggerendo che la morte di un altro essere umano sveli un legame che ci connette profondamente gli uni agli altri. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa [1] . Il suono di quella campana ci coinvolge tutti (e nei mesi terribili della primavera 2020 ne siano stati inermi testimoni) ampliando il significato della citazione senechiana cotidie morimur [2] : moriamo ogni giorno non tanto (non solo) perché invecchiamo, ma sopratt

IL CORAGGIO DI INDIGNARCI

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  Anche solo di sfuggita alla televisione, o passando davanti alle cartolerie del paese, alcune notizie ci colpiscono senza preavviso. Sono certo che nessuno di noi è totalmente all’oscuro di ciò che sta succedendo in Siria in questi giorni, nella zona chiamata Kurdistan. Una strage annunciata che nessuno sembra intenzionato seriamente a fermare. Notizie come queste sono sui nostri schermi tutti i giorni, tanto che nemmeno ci facciamo più caso. Sfruttamento di uomini, donne e bambini, privazioni della libertà di parola, condanne a morte sommarie, un ambiente al collasso, corruzione dilagante… Come spettatori ormai assuefatti alla violenza, comodamente sdraiati sui divani delle nostre case calde e accoglienti, ingeriamo la nostra pillola quotidiana di brutalità, di diritti negati, di miseria. Senza battere ciglio. In questo mondo iperconnesso tutto è puntualmente documentato, registrato, alla luce del sole; ma mai come in questa epoca si percepisce la confusione nel capire dove sia

LA NOSTRA "SCOMMESSA" VINTA!

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Si potrebbe dire che il riassunto di questo semplice libretto è tutto racchiuso qui, nella dedica che abbiamo scritto all’inizio dell’opera: «Questo semplice scritto lo dedichiamo a noi,» e naturalmente a tutti coloro che lo vorranno leggere. «Ci abbiamo provato senza nessuna pretesa, ma con la voglia di metterci in gioco condividendo la nostra passione educativa».  Ebbene si, perché quando tutto è nato un anno fa, non avremmo mai pensato che saremmo riusciti a raggiungere questo nostro obbiettivo.  Il progetto, nato un po’ per scommessa e un po’ per orgoglio, ha avuto il suo via perché abbiamo sentito il bisogno e l’esigenza, come educatori e professionisti, di andare oltre al nostro lavoro di “educatori sul campo”, ma di provare anche a mettere per iscritto e a far conoscere quello che sta dietro “le quinte” di ogni nostra azione, ogni nostra programmazione e azione educativa.  Abbiamo voluto “svelare un pochino i nostri segreti”, anche se segreti non sono. Abbiamo provato, ognuno co

UN VOTO PER TUTTI

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  Tra pochi giorni, anzi, tra poche ore, saranno aperti i seggi elettorali. In alcuni Paesi i cittadini hanno già espresso il voto; il turno di noi italiani, invece, sarà domenica 26 maggio 2019, dalle 7 fino alle 23. In prossimità di qualsiasi tornata elettorale, camminando per strada e parlando con amici e parenti non è difficile sentirsi dire frasi del tipo “Cosa vuoi che cambi con il mio voto”, oppure “Tanto sono tutti uguali”, oppure altre espressioni e atteggiamenti che hanno in comune un profondo disgusto per tutto quanto riguarda la sfera pubblica e una spiacevole sensazione di arrendevolezza davanti a ciò che la politica sembra essere diventata. I dati sull’affluenza alle elezioni (europee, in questo caso) confermano un quadro desolante, dove delusione e disincanto la fanno da padrone. Eppure non è sempre stato così. La politica nasce intorno al IV secolo a.C. in Grecia, come opportunità per dare senso e libertà alla vita comunitaria dell’uomo. Nelle póleis greche vedia

IL VALORE DELLA VITA

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  Un’allarmante notizia che tiene banco da diversi mesi sui quotidiani, nei telegiornali e sui social network è quella relativa al riscaldamento globale e ai pericoli dell’inquinamento. Anche grazie all’impegno e alla visibilità della giovane Greta Thunberg, tutti noi siamo ormai informati del fatto che al nostro pianeta, con questo ritmo, restino pochi anni di vita.  Pare proprio che la situazione sia tragicamente al collasso: ghiacciai che si sciolgono a vista d’occhio, radiazioni spaziali dalle quali l’atmosfera non riesce più a proteggerci, mari e terre inquinati, animali sulla via dell’estinzione… Pur senza tacere le perplessità riguardo a questo tema di importanti studiosi come Antonino Zichichi (del CERN di Ginevra), sicuramente vale la pena affrontare l’argomento. Molti di noi sono cresciuti in famiglie dove non era nemmeno immaginabile gettare una lattina fuori dal finestrino, o abbandonare una carta in un prato dopo un pic-nic. Era implicito ma forte il legame tra la vi

UNA COMUNITà CHE EDUCA

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Ogni bambino di Livigno e Trepalle si trova a rivestire, lungo la settimana,  una molteplicità di ruoli. Innanzitutto, a casa ognuno di loro è figlio/a, fratello/sorella, nipote; a scuola, poi, i nostri ragazzi indossano, insieme al grembiule, il ruolo di alunni e studenti, con precisi e definiti doveri da rispettare; richieste ancora diverse, poi, arrivano nel pomeriggio per i bambini che frequentano attività sportive e agonistiche, oppure imparano a suonare insieme nella banda. Il CiAGì, nella molteplicità di proposte e di richieste fatte a bambini e ragazzi, diventa punto d’incontro e di scambio di tutte queste esperienze.  Avere a che fare con così tanti adulti che a diverso titolo formulano richieste e nutrono aspettative nei loro confronti (insegnanti, allenatori, genitori) può generare confusione e spaesamento nelle giovani generazioni. Se i diversi messaggi non hanno una coerenza e una coesione di fondo, può diventare difficoltosa la gestione del ruolo, portando alla costru

LA FORZA DELL'EQUIPE

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Se un giorno facessimo un esperimento e camminando per le strade di Livigno e Trepalle chiedessimo ai passanti cosa viene loro in mente pensando al CiAGì, avremmo sicuramente un’enormità di risposte diverse, per esempio: attività, animazione, “Cammino dei Diritti”, educazione, gioco, compiti… Il Centro di Aggregazione è come un grande scatolone che contiene una molteplicità di proposte diverse. Ma quale è il motore di questa “macchina” così complicata? Chi si occupa di tradurre in pratica le linee teoriche di intervento? Tutto questo è svolto da un’equipe, nella quale tutti gli educatori si ritrovano una volta a settimana per fare il punto e programmare gli interventi successivi. Ogni educatore si trova lungo la settimana ad affrontare situazioni diverse, spesso complicate, a volte delicate, con attività di supporto alle famiglie e di sostegno a diversi tipi di fragilità. L’equipe settimanale diventa allora il luogo ideale dove sviluppare un confronto costruttivo, che permetta di d