"L'arte dei piccoli passi" (di Giovanni Napoli - operatore servizi sociali)
Mi sono svegliato presto. In casa c’era silenzio. I miei passi sul parquet sembravano più rumorosi del solito. Dormivano ancora tutti. Non avevo dormito molto. Durante la notte qualcosa dentro di me aveva continuato a muoversi senza tregua. Pensieri, domande, inquietudini. Ho provato a fermare il rumore nella testa, a lasciare scorrere i pensieri senza rincorrerli. Ma una domanda continuava a tornare: Chi sono io? Sono ciò che faccio? Ciò che gli altri vedono? Il mio passato? Oppure sono soltanto il risultato del tempo e del luogo in cui sono nato? Più cercavo una risposta, più questa sembrava allontanarsi. Così sono uscito di casa presto. Niente telefono. Niente musica. Solo passi. Volevo ascoltarmi davvero. Anche se questo significava ritrovarmi davanti al vuoto. Perché prima o poi succede. La parte di noi che ignoriamo torna sempre a bussare. E più a lungo fuggiamo da noi stessi, più forte sarà il rumore quando ci raggiungerà. Sto fuggendo da tempo. A volte mi sento come un ba...