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Non è questo il mondo che vorrei - (Michele Ricetti & S.C. - 17 anni)

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S: Sono stufa Mitch sono tanto stufa di vivere in mondo di merda. M: Ella miseria che cosa successo?? S: È sì cavolo arrivi ad un certo punto che diventi matta. M: Prego? S: Si, basta non ne posso più voglio prendere e andare via!! M: Adesso però calmati un attimo e raccontami che cos’è successo. S: Vorrei andare via dove puoi essere te stessa senza essere giudicata... non so se esiste un posto al mondo dove la gente non giudica, ma giuro che se lo trovo non mi vedete più. M: Sarà contenta la mamma, così non la fai più disperare! S: Scemo! Sono seria. Voglio vivere in un mondo dove non bisogna difendersi per come mi vesto, per come penso, per quello che mi piace, dove non devo dare per forza spiegazione agli altri.  Sinceramente... non è questo il mondo che vorrei. M: Scusa, hai ragione. Sei decisamente incazzata… S: Si, e questo è il vostro modo di pensare da adulti. Ma perché la gente deve giudicare? non può semplicemente dire la sua opinione senza urlare o aggredire le scelte di...

Foglio bianco n°... - (Valeria Rodigari)

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  Non amo scrivere, o meglio mi piace scrivere solo quando sono libera di farlo su un foglio completamente bianco, senza righe e quadretti dove incasellare lettere e parole. Se devo scrivere preferisco farlo a mano, la mano scorre sul foglio bianco che piano piano si riempie di pensieri ed emozioni che vengono direttamente dal cuore e che l’inchiostro rende vivi. Scrivere a computer invece, mi viene difficile. Battere le dita sulla tastiera mi fa sembrare tutto così impersonale, omologato, non c’è nulla di mio che lo distingua da qualcun altro, stesso carattere, stessa dimensione, tutto così preciso. Anche se sicuramente ha il vantaggio di modificare il testo: aggiungere o cancellare senza che nessuno lo noti. Trovo la scrittura a mano come qualcosa che ci accomuna, ma che allo stesso tempo ci rende unici. Qualcosa di intimo, dove ognuno ha il proprio stile, il proprio carattere, la propria calligrafia che ci permette di distinguere e di riconoscere l’autore del post-it appeso al ...

Diventare "grandi" - (E.S. 17 anni)

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  Il tempo passa per tutti, si sa, a volte corre più in fretta di quello che noi vorremmo. Sono una ragazza di quasi diciotto anni e più di una volta ho fantasticato sul mio futuro e sul mio presente: per esempio a tutte le cose che ora faccio con autonomia.  Incomincio a fare dei progetti realizzabili, inizio a decidere che tipo di persona voglio essere. Tutte queste fantasie portano anche a tante paure: la paura di non riuscire, di sbagliare e non trovare un modo per risolvere il problema in questione, la paura di deludere chi ti sta vicino e soprattutto te stessa. Negli ultimi mesi ho avuto la possibilità di poter vivere “una vita da adulto”, attraverso il mio tirocinio. Non nego che mi sono divertita tanto e ho avuto molte soddisfazioni che mi rendono felice e che mi fa venire voglia di abbandonare la mia quotidianità che conosco per trovarne una nuova che mi piaccia di più. Ho anche scoperto che la vita adulta non è tutta rosa e fiori come ogni bambino pensa. Entrare a fa...

Educare con l'arte - (Sandy Cusini)

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  Sin da piccolo ho sempre avuto un rapporto un po’ complicato con l’arte. Ricordo ancora i pomeriggi passati in lacrime perché la maestra ci assegnava per compito numerose schede da disegnare, colorare e dipingere. Ricordo ancora la frustrazione che provavo nel dover ogni volta cambiare colore innumerevoli volte, nel dover temperare matite colorate fino a farmi male le dita, oppure l’obbligo di colorare all’interno dei bordi senza lasciare spazi bianchi che a fine giornata mi facevano odiare ancora di più ogni singolo minuto passato a finire quel compito. In classe poi, la situazione non era molto diversa, ho sempre provato molta invidia e rabbia quando osservavo i lavori dei miei compagni perché avrei voluto creare anche io dei disegni che apparivano ai miei occhi così unici e speciali. Quell’unicità pareva per me essere così lontana da non essere nemmeno immaginabile.  Crescendo però, fortunatamente, ho incontrato persone che mi hanno insegnato che ognuno di noi è specia...

Caro diario...ti parlo di me. - ("Simo")

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  come stai?  Spero che alcuni dei semini che ti ho regalato abbiano iniziato a germogliare. Se tu riuscissi ad avere quegli occhi limpidi e quella pazienza che ti ho cercato di mostrare sarebbe bellissimo, perché oggi voglio parlarti di me. Sarah con il suo ultimo spunto ti ha dato altri motivi, ancora più luminosi, per accogliere chi hai di fronte. Perciò provaci. Sai, diario, mi sono innamorata di un ragazzo. Occhi chiari, gentile, allegro, bellissimo. Sono stati degli anni molto belli, fatti di viaggi, foto, feste, litigi, passeggiate. Dopo un po’ però mi sono accorta che non era la persona che faceva per me, ho sofferto, l’ho fatto soffrire, ma ho deciso che non volevo continuare a stare con lui. Ho passato dei mesi da sola e poi… i miei sentimenti hanno preso di nuovo forma attraverso le parole senza chiedermi il permesso. Era una ragazza ed io ero immensamente felice. Sono passati 6 anni prima che io trovassi il coraggio di dire a me stessa che ero capace di innamorar...

Siamo il risultato di tutto - (Sarah Cusini)

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  Al giorno d’oggi, spesso ci capita di fermarci davanti a quello che vediamo, alla superficie. Immaginiamoci di incontrare per la prima volta una persona per qualsiasi motivo: un amore, un datore di lavoro, nuovi amici e chi più ne ha più ne metta. Che cosa accade in quel momento? Sicuramente la maggior parte delle volte, senza nemmeno pensarci troppo, ci basiamo sull’apparenza, sull` aspetto, se ha le mani belle oppure no, quando mi stinge la mano, i capelli puliti se è vestita bene e alla moda piuttosto che altre mille caratteristiche. Diciamoci la verità, già li inizia “una selezione”, un’etichetta dentro di noi, senza nemmeno pensarci, né averla ascoltata, tanto meno approfondendo chi abbiamo di fronte; fuggiamo. Iniziano mille pensieri spesso negativi pieni di diffidenza. Dovremmo davvero tutti imparare ad andare oltre “a quel muro” e chiederci il perché ho incontrato quella persona, che cosa può trasmettermi che mi permetterà di arricchirmi e imparare, ma il più delle volte ...

Carnal Virtual 2022

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  😏   Scegli    la categoria a cui vuoi partecipare: "Congiunti"  e/o "Singola mascherina"  (una sola persona nella foto) 💫   Scatta   la tua foto.  💥   Spediscila     ENTRO il giorno di Carnevale (domenica 27 febbraio)  all'indirizzo mail  ciagilivignotrepalle@gmail.com  oppure al numero WhatsApp 329.7488338. Lunedì 28 febbraio le foto pervenute verranno pubblicate sulla pagina Facebook del  CiAGi Livigno. Una giuria vaglierà le mascherine partecipanti. Martedì 29 febbraio sarà proclamata la mascherina vincitrice nelle due categorie! L'impegno che vi chiediamo è quello di vivere  q uesto momento di allegria nella vostra famiglia, magari costruendo da 0 il vostro costume,  dando spazio alla fantasia  coinvolgendo genitori e bambini! Perciò pronti via! #Carnal2022 #ciaginonmolla #MascheraColSorriso

Caro diario...3 - ("Simo")

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  com’è andato il tuo esercizio di ascolto? Lo so che hai fatto fatica, ma ho bisogno che continui ad allenarti in questo perché ho delle storie da raccontarti e non posso farlo se le tue orecchie e i tuoi occhi sono tappati dai pregiudizi. Cosa fai quando ti trovi davanti a qualcosa che per te è completamente nuovo? È sempre difficile scontrarci con ciò che non abbiamo mai visto. La nostra mente adulta ci illude: pensiamo di sapere tutto, di non avere più nulla da imparare e invece all’improvviso ci scontriamo con la realtà, così vasta da ricoprire il mondo intero. Pensiamo di programmare tutto, di saper leggere perfettamente le persone e gli eventi, quando in realtà ne vediamo solo una piccola parte, quella che sappiamo riconoscere. Appena qualcosa esce dagli schemi ci blocchiamo, spesso ci bastano piccole cose impreviste e tutta la bellezza si annulla. Basta che inizi a piovere quando esci senza ombrello. Basta aver perso qualcosa a cui tenevi tanto. Basta che qualcuno ti dica u...

Il potere della musica - (Deborah Rodigari)

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  Rileggo l’ultimo de “Gli spunti del venerdì” e una domanda mi frulla per la testa:  «Ma io quando mi sento giudicata o non mi sento bene con me stessa; quando sono arrabbiata e in chi mi circonda non trovo il giusto conforto, in che cosa mi rifugio?» La prima risposta che mi viene in mente è: «Accendo la radio e/o attivo YouTube e mi lascio trasportare nel mondo della musica…». Forse “troppo facile e banale?”. Direi proprio di no. Ma non solo quando sono arrabbiata o qualcosa non va, ma praticamente in qualsiasi momento della giornata, bello o brutto che sia, perché la musica credo abbia una potenza incredibile e soprattutto sia speciale per il suo linguaggio universale. La musica è come un amico: sa farci ridere e sa farci piangere, sa farci rilassare e a volte anche innervosire, sa tranquillizzarci e sa scatenarci. Se ci pensiamo bene, tutto intorno a noi è musica: lo è sicuramente la playlist creata con le nostre canzoni preferite, lo sono quelle che passano in radio e gi...

Ri-caro diario... - ("Simo")

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ti ho lasciato un po’ in sospeso, ma sono tornata, per spiegarmi meglio. Ti ho parlato del giudizio come di una voce cattiva e antipatica, creata apposta per farmi soffrire, ma sai, non è sempre così… Certamente il giudizio più riconoscibile è quello presuntuoso che vuole dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato, dimenticandosi che tutti noi vediamo il mondo diversamente, che veniamo da storie diverse. Ci sono però anche delle cose che le persone dicono senza davvero accorgersi dell’effetto che potrebbero avere. Pensano che la loro sia un’opinione, un libero pensiero, ma poi fanno un “piccolo” errore: applicano questo pensiero a tutti, come se fosse una regola universale; perciò, se tu o io non corrispondiamo a quella regola, significa che c’è qualcosa di sbagliato in noi. E poi ancora ci sono quellǝ che pensano di dirti qualcosa di carino, ma non si accorgono che ti stanno ferendo. Mi succede spesso di sentirmi dire: «Che meravigliosa famiglia che hai, non potresti avere di megl...

...sono qui... - (Daniela Lumina)

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  «Cosa sono i giudizi e i pregiudizi?» alzo lo sguardo dal cellulare dopo aver letto gli ultimi “Gli Spunti del Venerdì” … Sono sul balcone di casa mia e con questa domanda, osservo sovrappensiero la gente che passa sotto di me… «Ma che giacca si è messa quella tipa?», «Ma che coraggio girare con quel colore di capelli», « Ma non sente quella mamma che ha il bambino che piange disperato nel passeggino?» «Chissà quel gruppetto di ragazzi cosa avranno in mente di fare!» «Ma dai! Neanche una macchina si ferma e ci sono le strisce pedonali! Che gente!» Cavoli! Senza nemmeno accorgermene eccoli lì i giudizi … uno dietro l’altro, implacabili…e mi spaventa un po’ questa cosa: quante volte ho giudicato una persona senza nemmeno pensarci troppo? Quante volte ho davvero ascoltato chi avevo davanti, senza avere già sulla punta della lingua la risposta da darle? Il giudizio fa parte della nostra vita costantemente: con gente sconosciuta, amica, familiare… Cosa succederebbe se ogni tant...

Caro diario... - ("Simo")

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  … sono qui davanti al tuo foglio bianco perché cinque minuti fa stavo pensando di raccontarti una cosa, ma ora che mi sono seduta alla scrivania e ho la penna in mano ti guardo senza riuscire a trovare il filo dei pensieri. Sei il più grande ascoltatore che conosca, eppure, ora che vorrei parlarti di cose importanti, me ne vergogno. Vorrei parlarti di me, ma quando cerco di dare forma ai miei pensieri, finisce sempre che li annebbio. Spengo quella piccola luce che accendono nella mia testa, le dico: «zitta, zitta, che ci scoprono», ma chi ci scopre se l’unico che legge sei tu?!? Mi succede ogni volta che inizio qualcosa di nuovo, un progetto, una consapevolezza, una riflessione, subito penso: «come sei presuntuosa! Questo è troppo banale! Non ti ascolterà nessuno, non è interessante! Gli altri non la penseranno così!» e il mio impostore vince sempre. Se sono la prima a fermare i miei pensieri, non saranno di certo gli altri ad ascoltarli . Ogni volta che ti apro mi dimentico ...

Diversamente immagini - (Chiara Confortola & Daniele Castellani)

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  C: Ehi Dani, ho letto oggi un articolo sulla fotografia . Dovrei girartelo… D: Dove l’hai letto? Di cosa trattava? C: Non ricordo su quale sito fosse, parlava “dell’arteterapia” ed in particolare della “fototerapia”. Mi ha richiamato alla mente i due laboratori che ho fatto durante la mia formazione di danzaterapia. Sono stati davvero interessanti. Ricordi che te ne avevo parlato? D: Certo che mi ricordo, mi avevi dato materiale per riflettere sul mio lavoro, o meglio su un’altra “versione” che può avere il mio lavoro… C: E...?   D: Si è sviluppato così un pensiero strutturato e complesso su cui riflettere…  Per poter far passare il messaggio di quanto importante possa essere la fotografia come mezzo di espressione di sé potremmo scrivere alcuni punti che possano dare inizio all’esplorazione di un mondo che è molto articolato e complesso. È possibile trasmettere questo messaggio quando riesci a comprendere la fotografia di qualcun altro e quando gli altri comprendono la...

365 giorni fa... - (Michele Ricetti & S.B. 18 anni)

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  M: Ciao Sere! S: Ciao Mitch! M: Allora? Che mi racconti? Come stai? Come sta andando l’avventura? S: Mi sto divertendo Mitch ogni giorno è la scoperta di un qualcosa di nuovo e diverso. M: In questi giorni pieni di feste e pieni di luci, non ti manca Livigno? S: Pensa Mitch, proprio alcuni giorni fa ho scritto su un foglio bianco una lettera di auguri per la straordinaria famiglia che mi sta ospitando. M: E che cosa gli “hai regalato” S: Ho voluto regalargli queste parole: «Oggi 25 dicembre 2020, mi addormento felicissima. Non penso di essermi mai sentita così fortunata ed amata quanto oggi. Tra lacrime di gioia delle “mie sorelline” acquisite e l'euforia dello scarto dei miei regali per loro e messaggi come quello del mio papà che afferma di essere orgoglioso di me, oggi non ho fatto altro che sorridere, guardarmi attorno e ripetermi di avere al mio fianco (fisicamente e con il pensiero) persone incredibili. Mi sento grata, davvero tanto» M: Cavolo... S: Si, ma la cosa strana è ...

Aiutiamo i bambini a sentirsi bambini. - (Simone Cusini)

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  Non saprei dire quante volte ultimamente mi capita di pensare "quanto sarebbe bello tornare bambino", eppure è strano perché ricordo perfettamente con quanta fretta e trepidazione, durante la preadolescenza, non vedessi l'ora di compiere 18 anni; anche perché i miei genitori, ogni volta che si accendeva una discussione, mi ripetevano: "quando avrai 18 anni potrai fare quello che vuoi, adesso no". Che poi, lo ammetto, dopo la maggiore età mica è cambiato qualcosa; ancora oggi ciò che dicono i genitori è imperativo assoluto e credo lo sarà per sempre.  Lavorando ogni giorno a stretto contatto con i bambini però, mi sono reso conto che un po' li invidio: la loro ingenuità, la loro libertà di espressione spontanea, il loro meravigliarsi per cose piccole e semplici, il loro costruire amicizie di una vita attraverso piccoli bigliettini sgrammaticati o condividendo un gioco, la loro capacità di immaginazione e l'incredibile caparbietà nel credere nei loro s...

Ciak azione! - (Thomas Sosio)

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  L'esclamazione più pronunciata durante la produzione di un film è proprio quella del “ciak azione” che fa da pronti, partenza, via… per la ripresa di una scena di un film. Ma ben prima di quel “ciak” c’è molto lavoro da fare: testi, battute, sceneggiature, attori, effetti speciali; tutto deve essere pronto per quel fatidico momento in cui la macchina inizia a girare.  Anche nel lavoro educativo, senza telecamere o setting hollywoodiani, c’è molto lavoro di preparazione, di pensiero e programmazione dietro all’ azione educativa. L’agire educativo, infatti, comporta, un pensiero con obiettivi e finalità della propria azione. L’educatore deve essere azione di stimolo e crescita costante, deve esserci e starci con e per i bambini e ragazzi, con tutto il suo bagaglio di esperienza e creatività. Interrogarsi, quindi, sull’agire e sull’azione educativa in contesti di crescita e spazi informali di educazione, non è cosa semplice.  È indispensabile sapere cosa c’è alla base del...