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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Desidererei un mondo senza la "sezione commenti" (di Ilenia Bradanini - psicomotricista ed ex atleta)

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  Febbraio, mese olimpico. Periodo in cui tutti, appassionati di sport e no, si appassionano alle strabilianti imprese degli atleti. L'attenzione mediatica si fa altissima: atleti che, in due giorni, aumentano di centinaia di migliaia di follower sui social, giornalisti a caccia di interviste e notizie succulente da presentare al pubblico affamato, pronti a provocare e pubblicare. E il fantastico (si fa per dire) mondo dei “leoni da tastiera”. Con leoni da tastiera si intende: «utenti del web e dei social media che si comportano in modo estremamente aggressivo, offensivo o minaccioso online, sfruttando l'anonimato o la distanza fisica per agire ferocemente. Spesso si atteggiano a paladini della giustizia o haters, sfogando rabbia repressa o narcisismo con insulti che non oserebbero mai pronunciare di persona». Fenomeno che ho ritrovato tantissimo in queste settimane. Gente che, senza conoscere le persone coinvolte ed i contesti in cui si trovano, è pronta al giudizio istantan...

Da bambina non lo sapevo (di Alice Trabucchi - contradaiola)

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  Non sono mai stata un’amante del carnevale, non ho mai aspettato con grande gioia questo momento, come non ero mai entusiasta di presentarmi davanti ai giudici delle maschere con i costumi che mia mamma ha sempre preparato con tanta pazienza e gioia…non c’è mai stato un motivo preciso, ma crescendo ho cambiato il mio modo di vedere tutto questo, semplicemente perché ho iniziato a vivere il Carnevale, da dietro le quinte. Da alcuni anni partecipo alla realizzazione del carro con la mia contrada e li ho capito quanto impegno c’è dietro ad un carro che alla fine si vede per qualche ora domenica o martedì, perché da piccola non lo sapevo ma ora si, dietro al carro e ai costumi c’è un grande lavoro, fatto da persone che lo fanno nei loro momenti liberi della giornata, dopo ore di lavoro si trovano e mettono insieme le loro idee e forze per tirare fuori qualcosa di unico e stupendo, che possa far felice chiunque, specialmente i bambini…perché da piccola non lo sapevo, ma dietro alla r...

In tutta sincerità... (di Sandy Cusini - educatore)

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  Oggi giorno, viviamo immersi in un mondo che chiede continuamente di apparire . Apparire competenti, attivi, presenti, brillanti, insomma perfetti! Me ne rendo conto passeggiando per strada, ascoltando la radio, guardando la Tv, e ovviamente scrollando i social sul telefono. Mi accorgo sempre più che tutto deve essere mostrato, raccontato, condiviso. Tutto deve rientrare in certi canoni perché il diverso purtroppo spaventa… Proprio l’altro giorno al lavoro ero immerso nei pensieri quando un bambino a scuola mi si è avvicinato e quasi come avesse appena letto il riassunto della mia mente, guardandomi negli occhi, mi ha chiesto come stavo. Una domanda che spesso diamo per scontata, ma che in quel momento arrivava dritta al petto come una freccia che centra appieno il suo bersaglio. «Che fatica!» avrei voluto rispondere, «mi sembra che il mondo, qui, stia correndo alla velocità della luce, ed io oltre a non avere le forze necessarie non so nemmeno da che parte stia correndo», eppu...

Accogliere la vulnerabilità: fa paura, ma cura. (di Beatrice Pradella - psicologa)

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  Qualche settimana fa ho avuto l’opportunità di partecipare a un incontro del Gruppo AMA (Auto Mutuo Aiuto) per famigliari di persone con disagio psichico di Livigno, un’iniziativa promossa dall’Associazione Navicella in collaborazione con i Servizi di Salute Mentale, rivolta alle famiglie di persone che vivono un disagio psichico. Il Gruppo AMA rappresenta uno spazio di ascolto, confronto e sostegno, in cui i familiari possono condividere le proprie esperienze, trovare forza nella reciprocità e sentirsi accolti in un clima non giudicante. Per me, la partecipazione a questo incontro è stata una preziosa occasione di riflessione su diversi temi legati alla salute mentale e mi ha spinto a interrogarmi in modo più profondo su alcune dinamiche che riguardano la nostra vita di comunità. Viviamo a Livigno, un piccolo paese di montagna, ed è proprio in questo contesto che emerge un paradosso interessante dal punto di vista psicologico e sociale: nonostante la vicinanza, il fatto di...