Attesa (di Thomas Sosio - educatore)

 


I Giochi Olimpici, fin dalla loro origine, non sono solo una competizione sportiva. Sono un incontro tra i popoli. I valori olimpici che accompagnano l’evento a cinque cerchi sono: rispetto, lealtà, amicizia, solidarietà, pace, fair-play, e attraversano il tempo e parlano ad ogni generazione, ricordandoci che lo sport è linguaggio universale e spazio di umanità condivisa. All’interno di questa cornice si colloca l’avvicinamento alle Olimpiadi Milano Cortina 2026.


Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli, il tempo dell’attesa si è fatto breve, ed ormai concreto. L’avvicinarsi dell’evento olimpico porta con sé emozioni diverse: entusiasmo, timore, curiosità, aspettativa. Educare all’attesa, in questo tempo, significa aiutare a riconoscere queste emozioni, accompagnare la comunità, ed in particolare i più giovani, a stare dentro l’esperienza, imparando a decifrarla e a viverla. Le Olimpiadi sono soprattutto un incontro. Incontro tra culture, lingue, storie del mondo. Ora che l’incontro è ormai imminente, siamo chiamati a farci trovare pronti: non perfetti, ma disponibili. Educare all’incontro è principalmente attenzione e rispetto, significa quindi riconoscere nell’altro non un evento, ma una presenza da ascoltare ed accogliere. Una presenza che è storia, la nostra storia, la loro storia, la storia che si compie. 

Proprio un anno fa, i ragazzi del CiAGi Livigno (Centro di Aggregazione Giovanile) hanno messo in scena lo spettacolo teatrale “Il treno di Olimpia”, ripercorrendo non solo la storia e le curiosità a cinque cerchi, ma soprattutto emozioni e aspettative di ciò che accadrà. Ormai ci siamo, l’attesa sta per terminare e quando si alzerà il sipario cosa accadrà?

La risposta la lascio a voi, con la consapevolezza di vivere ciò che accadrà, come incontro e dialogo, che ormai è presenza, senza dimenticare le emozioni e le aspettative dell’attesa.

Thom

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