No, mi accompagna lui! (di Deborah Rodigari - educatrice)

 


Ero a cena con la mia famiglia.
Seduti attorno al tavolo, mentre mangiavamo, a turno raccontavamo la nostra giornata: cosa era successo di bello a ciascuno di noi, quali ostacoli avevamo incontrato, cosa ci aveva fatto sorridere, cosa preoccupare, cosa riflettere.
Mio fratello lavora sugli impianti sciistici: si occupa di aiutare bambini e adulti a salire sullo skilift che li porta in cima alla pista, pronti poi a scendere.
Quel giorno c’erano alcuni bambini di cinque anni, tra cui una bambina che aveva paura di salire da sola.
Con un filo di esitazione ha chiesto a mio fratello:
«Mi accompagni fino in cima?»
Lui le ha risposto con calma:
«Ti accompagno, ma solo fino a quel punto.» Indicandogli il punto dove lui sarebbe arrivato.
La bambina, poco convinta, accetta. Lui l’ha accompagnata per un tratto, incoraggiandola:
«Sei bravissima! Vedi che ce la fai!»
E così ha proseguito da sola.
Dopo essere scesa, è tornata a chiedere:
«Mi accompagni ancora fino a lì, come prima?»
Seconda salita, secondo accompagnamento.
Terza salita, stesso rituale.
Alla quarta salita, un collega di mio fratello si è offerto di accompagnarla, ma la bambina ha risposto con decisione:
«No, mi accompagna lui!»
E così, quarta ed ultima salita: quarto ed ultimo accompagnamento.
Io, seduta sulla mia sedia, ho ascoltato tutto in silenzio e pensato a quanta fiducia avesse riposto quella bimba, inizialmente così spaventata, in una persona che ha visto e conosciuto in quel momento, ma che è stata la sua ancora di salvezza nel momento di paura.
Si è affidata completamente a chi in quel momento era lì, per aiutarla, per incoraggiarla, per spronarla a vincere la paura e arrivare in cima!
Cosa avrà imparato la bambina quel giorno?
Sicuramente a salire sullo skilift, che può e sa farlo da sola, ma soprattutto che chiedere aiuto non è mai sbagliato e che fidarsi delle persone intorno a lei la porta a raggiungere ottimi traguardi!
E noi su cosa possiamo riflettere?
Forse sul fatto che noi adulti con i bimbi, sia che siamo educatori, genitori, insegnanti o qualsiasi altra sia la nostra professione, non abbiamo il “ruolo” di togliere le paure, ma insegnare ad attraversarle.
Non significa fare al posto loro, ma esserci quel tanto che basta perché l’altro scopra di potercela fare.
Quello skilift, alla fine, non era solo una salita sulla neve. Era una piccola metafora della crescita: qualcuno ti accompagna all’inizio, poi cammina accanto a te, e infine si ferma, lasciandoti andare avanti da solo.
E forse educare è proprio questo: accompagnare per un tratto, e poi avere il coraggio di lasciar andare, perché la vera cima non è arrivare in alto, ma scoprire di avere le risorse per farlo da sé.

Debby

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