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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Il mio rapporto con l'aria aperta. (di Andrea Nana - maestro di sci, accompagnatore di media montagna e co-fondatore del Little Mountain Project)

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  «Ho sempre amato la montagna e, attraverso gli sport all’aria aperta, ho trovato un modo per esprimere me stesso. Ma c’è stato un momento in cui mi sono chiesto: cosa significa davvero vivere in armonia con la natura? Ultimamente sento spesso parole come conquistare , raggiungere . Come se anche la montagna fosse qualcosa da ottenere. Arrivare in cima, scattare una foto, aggiungere una vetta a un elenco: “Anche questa è fatta”. A volte ho la sensazione che l’aria aperta diventi una vetrina, più che un incontro. Ma la natura è quindi un trofeo, qualcosa in cui rifugiarsi quando siamo stanchi della nostra velocità quotidiana? Forse il punto non è conquistarla. Forse il punto è imparare a starci.» Mi chiamo Andrea e sono un grande appassionato della montagna… anzi, dell’aria aperta in generale. Sono originario di Livigno, un paesino immerso nella natura, e crescendo qui ho compreso quanto l’ambiente in cui viviamo influisca profondamente su ciò che diventiamo. Sempre più spesso mi ...

Dover cambiare per poter essere. (di Letizia Bormolini - dietista)

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  Ad un certo punto della tua adolescenza, potrebbe capitare che guardandoti allo specchio tu senta il “dovere” di cambiare. Se mai dovesse succedere, ricorda: il tuo valore non dipende da come appare il tuo corpo. Tu vali indipendentemente dalla figura in cui abiti. Anche se la società attuale promuove l’idea che nella vita “vinca” chi soddisfa i criteri estetici che essa stessa stabilisce, questa è un’illusione basata sul nulla. Non hai nessun dovere verso l’estetica, se non il diritto di poter prenderti cura di te in quanto essere umano. Te lo condivido perché io quel momento l’ho vissuto, quando osservando il mio riflesso ho pensato che non fosse “conforme”. Così, ingenuamente, ho cercato di raggiungere da sola quei canoni che credevo necessari per valere qualcosa. Ma una volta arrivati lì, la realtà è stata un’altra: non avevo acquisito valore, lo avevo perso. Il pacchetto premi era la solitudine, l’apatia, l’ossessione e la malattia. Se potessi tornare indietro, cambierei...

Educare oggi: una sfida che parte dal corpo. (di Chiara Gaglia - prof.ssa di educazione fisica)

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  Nella nostra epoca veloce, iperconnessa e spesso disattenta, educare significa prima di tutto fermarsi. Significa creare spazi in cui ragazze e ragazzi possano ascoltarsi, riconoscersi, sperimentarsi. Ogni giorno vedo quanto il corpo sia un potente strumento educativo.  Attraverso il movimento si impara il rispetto delle regole, la gestione delle emozioni, il valore dell’impegno. Si prova la fatica, ma anche la soddisfazione. Si scopre che il limite non è un muro, ma un punto di partenza. In un tempo in cui l’immagine conta più dell’esperienza, abbiamo il compito di riportare al centro l’autenticità. Non la performance a tutti i costi, ma il percorso. Non il confronto continuo, ma la crescita personale. Educare oggi significa anche insegnare la collaborazione in un mondo che spinge alla competizione, coltivare empatia in una realtà sempre più digitale, allenare la resilienza in una società che vuole tutto e subito. Lo sport e il movimento non formano solo atleti: formano per...