Dover cambiare per poter essere. (di Letizia Bormolini - dietista)
Ad un certo punto della
tua adolescenza, potrebbe capitare che guardandoti allo specchio tu senta il “dovere”
di cambiare.
Se mai dovesse succedere, ricorda: il tuo valore non dipende da come appare il tuo corpo.
Tu vali indipendentemente dalla figura in cui abiti.
Anche se la società attuale promuove l’idea che nella vita “vinca” chi soddisfa i criteri estetici che essa stessa stabilisce, questa è un’illusione basata sul nulla. Non hai nessun dovere verso l’estetica, se non il diritto di poter prenderti cura di te in quanto essere umano.
Te lo condivido perché io quel momento l’ho vissuto, quando osservando il mio riflesso ho pensato che non fosse “conforme”. Così, ingenuamente, ho cercato di raggiungere da sola quei canoni che credevo necessari per valere qualcosa. Ma una volta arrivati lì, la realtà è stata un’altra: non avevo acquisito valore, lo avevo perso. Il pacchetto premi era la solitudine, l’apatia, l’ossessione e la malattia.
Se potessi tornare indietro, cambierei solo una cosa: quel momento in cui ho pensato di dover cambiare per poter essere.
Non posso modificare il mio passato, ma sento la necessità di condividere la mia storia perché tu possa proteggere il tuo presente. Se stai affrontando un momento difficile in cui ti ritrovi nei pensieri descritti, chiedi aiuto parlandone con qualcuno che sappia ascoltarti con gentilezza ed empatia, che sia un amico, un familiare o un professionista. Voler prendersi cura di sé è un atto d’amore, credere di doverlo fare per essere accettati è una condanna alla sofferenza.
Se mai dovesse succedere, ricorda: il tuo valore non dipende da come appare il tuo corpo.
Tu vali indipendentemente dalla figura in cui abiti.
Anche se la società attuale promuove l’idea che nella vita “vinca” chi soddisfa i criteri estetici che essa stessa stabilisce, questa è un’illusione basata sul nulla. Non hai nessun dovere verso l’estetica, se non il diritto di poter prenderti cura di te in quanto essere umano.
Te lo condivido perché io quel momento l’ho vissuto, quando osservando il mio riflesso ho pensato che non fosse “conforme”. Così, ingenuamente, ho cercato di raggiungere da sola quei canoni che credevo necessari per valere qualcosa. Ma una volta arrivati lì, la realtà è stata un’altra: non avevo acquisito valore, lo avevo perso. Il pacchetto premi era la solitudine, l’apatia, l’ossessione e la malattia.
Se potessi tornare indietro, cambierei solo una cosa: quel momento in cui ho pensato di dover cambiare per poter essere.
Non posso modificare il mio passato, ma sento la necessità di condividere la mia storia perché tu possa proteggere il tuo presente. Se stai affrontando un momento difficile in cui ti ritrovi nei pensieri descritti, chiedi aiuto parlandone con qualcuno che sappia ascoltarti con gentilezza ed empatia, che sia un amico, un familiare o un professionista. Voler prendersi cura di sé è un atto d’amore, credere di doverlo fare per essere accettati è una condanna alla sofferenza.
Letizia

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