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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Veri maestri di vita: loro. Storie di supereroi e grandi poteri. (di Simone Cusini - pedagogista & insegnante)

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  Quest'anno l'anno scolastico si è concluso in maniera un po' più sopita rispetto al solito; l'intero Paese era abbracciato da un grandissimo silenzio e rispetto, e questo si è riflettuto anche all'interno della scuola proprio durante le ultime ore dell'ultimo giorno. È strano salutare i propri alunni, dopo tanti mesi passati insieme, un po' sovrappensiero e presenti solo a metà. Questo, però, per la prima volta mi ha permesso di osservarli in maniera più distaccata del solito, come uno spettatore esterno. Mi sono reso conto di quanti piccoli gesti possano lasciare un segno indelebile tra noi e i bambini che accompagniamo quotidianamente nel loro percorso di crescita, mentre cerchiamo di costruire relazioni sane, fatte di cura, rispetto, comprensione e reciprocità. Troppo spesso, la frenesia dei nostri tempi e il lavoro dell'insegnante – che sta diventando sempre più burocratico e un mero "sbriga carte" – rischiano di farti scappare da sotto...

"L'arte dei piccoli passi" (di Giovanni Napoli - operatore servizi sociali)

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  Mi sono svegliato presto. In casa c’era silenzio. I miei passi sul parquet sembravano più rumorosi del solito. Dormivano ancora tutti. Non avevo dormito molto. Durante la notte qualcosa dentro di me aveva continuato a muoversi senza tregua. Pensieri, domande, inquietudini. Ho provato a fermare il rumore nella testa, a lasciare scorrere i pensieri senza rincorrerli. Ma una domanda continuava a tornare: Chi sono io? Sono ciò che faccio? Ciò che gli altri vedono? Il mio passato? Oppure sono soltanto il risultato del tempo e del luogo in cui sono nato? Più cercavo una risposta, più questa sembrava allontanarsi. Così sono uscito di casa presto. Niente telefono. Niente musica. Solo passi. Volevo ascoltarmi davvero. Anche se questo significava ritrovarmi davanti al vuoto. Perché prima o poi succede. La parte di noi che ignoriamo torna sempre a bussare. E più a lungo fuggiamo da noi stessi, più forte sarà il rumore quando ci raggiungerà. Sto fuggendo da tempo. A volte mi sento come un ba...

Quando il dolore non conosce confini (di Alessandra Longa - psicologa clinica)

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  Ci sono tragedie che sembrano allargare il loro raggio d’azione ben oltre le persone direttamente coinvolte.  Accade spesso nelle piccole comunità, come la nostra, dove una perdita improvvisa non colpisce soltanto familiari e amici, ma lascia un senso di smarrimento più diffuso.   Molte persone si scoprono più scosse di quanto si sarebbero aspettate, e spesso emerge persino una sorta di esitazione: è normale sentirsi così coinvolti, se quelle persone non facevano quotidianamente parte della nostra vita?   Credo che sia una domanda legittima. Una domanda che ci porta a riflettere su come mai alcune vicende riescano a toccarci così profondamente anche quando non conoscevamo personalmente chi ne è stato protagonista.   Non viviamo le tragedie soltanto attraverso i legami che abbiamo costruito. Le viviamo anche attraverso le storie, i significati e i punti di contatto che, spesso senza accorgercene, riconosciamo in esse.   A volte non è tanto la persona ...