Il mio rapporto con l'aria aperta. (di Andrea Nana - maestro di sci, accompagnatore di media montagna e co-fondatore del Little Mountain Project)

 

«Ho sempre amato la montagna e, attraverso gli sport all’aria aperta, ho trovato un modo per esprimere me stesso. Ma c’è stato un momento in cui mi sono chiesto: cosa significa davvero vivere in armonia con la natura? Ultimamente sento spesso parole come conquistare, raggiungere. Come se anche la montagna fosse qualcosa da ottenere.
Arrivare in cima, scattare una foto, aggiungere una vetta a un elenco: “Anche questa è fatta”. A volte ho la sensazione che l’aria aperta diventi una vetrina, più che un incontro. Ma la natura è quindi un trofeo, qualcosa in cui rifugiarsi quando siamo stanchi della nostra velocità quotidiana? Forse il punto non è conquistarla. Forse il punto è imparare a starci.»

Mi chiamo Andrea e sono un grande appassionato della montagna… anzi, dell’aria aperta in generale. Sono originario di Livigno, un paesino immerso nella natura, e crescendo qui ho compreso quanto l’ambiente in cui viviamo influisca profondamente su ciò che diventiamo. Sempre più spesso mi accorgo di quanto cerchiamo momenti in cui la montagna ci accolga. La parola rifugio diventa l’emblema di ciò che vogliamo raggiungere. Oggi questa cima, la settimana prossima un’altra, come fosse una lista da spuntare. Ma ogni volta che mi carico lo zaino sulle spalle e allaccio gli scarponi, il pensiero che mi accompagna è diverso. La natura non è un luogo che si accende e si spegne a nostro piacimento. Non è un sottofondo rilassante da usare quando ne abbiamo bisogno.  È uno spazio vivo, che cambia continuamente e che non si adatta a noi. Siamo noi che dobbiamo adattarci a lei.  Ed è proprio in questo adattamento che vedo l’educazione. Forse dobbiamo ri-educarci all’aria aperta. Non viverla come una rincorsa o come una fuga, ma come una relazione. Uno stare che richiede presenza, ascolto e rispetto. Non per dimostrare qualcosa, ma per costruire un legame duraturo con ciò che, in fondo, è la nostra casa. La natura ci insegna che il cambiamento è inevitabile e che l’adattamento non è debolezza, ma competenza. Educare all’aria aperta significa accompagnare le persone in un viaggio di scoperta, non solo lungo i sentieri, ma anche dentro di loro. Significa mostrare che, anche nelle difficoltà, possiamo trovare equilibrio e serenità. Perché ogni esperienza, ogni piccolo gesto, ha un valore che va ben oltre la giornata trascorsa insieme.  Continuiamo a parlare di conquiste, ma la verità è che la montagna non si conquista, è lei, semmai, che educa noi. Forse il vero traguardo non è arrivare in cima, ma capire perché ci siamo saliti. Serve riflettere di più non tanto su quanto andiamo in montagna, ma come ci andiamo. Se per aggiungere una cima a una lista, o per togliere un po’ di rumore da dentro.

Andrea

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