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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

La forza di un invito (di don Federico Pedrana - prete, associazione Papa Giovanni XXIII, fondatore della comunità “Capanna di Betlemme” a Prata Camportaccio in Valchiavenna

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  Li avevo conosciuti un po’ di tempo fa. Ogni tanto li vedevo in giro il sabato sera: ragazzi molto giovani, qualcuno appena quindicenne, spesso ubriachi o fumati. Quel pomeriggio li avevo trovati in un angolo nascosto dell’oratorio. Abbiamo iniziato a parlare del più e del meno, senza grandi discorsi, semplicemente stando lì insieme. A un certo punto uno di loro si allontana e torna con una bottiglia di vino. Lo prendo un po’ in giro dicendo che era «vino da senza dimora di Milano», vino scadente… lui ride, non accetta critiche e continua a bere con gli amici. Prima di salutarci li invito a partecipare, quella stessa sera, a uno spettacolo teatrale preparato da un gruppo di ragazzi sul tema della disabilità e delle dipendenze. «Si don, veniamo…» mi rispondono. La sera arriva. Il teatro sta per iniziare e il cellulare vibra. Guardo il messaggio: «Don, siamo qui fuori… possiamo entrare?» Sono entrati. Hanno seguito lo spettacolo in silenzio, con attenzione, in modo molto serio. All...

Corpo e chimica. (di Giorgia Bortolotti - osteopatia pediatrica e specializzata in benessere femminile)

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  Ti è mai capitato di avere mal di pancia prima di un’interrogazione? O di sentire le spalle rigide dopo una lunga mattinata a scuola? Non è un caso.   Tutte le emozioni che proviamo durante la giornata all’interno del nostro corpo diventano chimica, e la chimica scatena delle reazioni che possono lasciare traccia.  Il corpo ci parla, e i sintomi sono spesso dei messaggi!  La paura può far accelerare il cuore, la vergogna può farci arrossire, l’ansia può creare tensione nei muscoli. Te ne vengono in mente altri?  Tutti questi non sono segnali “fastidiosi” da ignorare, ma informazioni preziose, imparare ad ascoltarli è il primo passo per prenderci cura di noi stessi e imparare a conoscerci.   Emozioni come ansia e vergogna attivano una sorta di “modalità difesa”: i muscoli si contraggono, la postura si chiude, il corpo si prepara a proteggersi, come se fosse attaccato. È un meccanismo naturale, ma se dura troppo a lungo può creare rigidità, come ...

Ogni mente è uno strumento: educare non è riempire, ma fa risuonare. (di Ilaria Peri - insegnante e assistente educatrice scolastica)

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  Esiste un aneddoto, spesso attribuito a Thomas Edison, che racconta di un bambino tornato a casa con un biglietto della scuola. La madre lo legge in silenzio, lo ripone e gli dice che sopra c’è scritto che è troppo intelligente per essere educato in quell’istituto. Anni dopo Edison, ormai inventore di fama mondiale, ritrova quel foglio: gli insegnanti lo giudicavano incapace di apprendere e consigliavano di non mandarlo più a scuola. Non sappiamo se questa storia sia storicamente vera. Ma è profondamente vera la domanda che solleva: quanto può pesare lo sguardo di un adulto sul destino di un bambino? Il sistema scolastico, così come spesso è strutturato, è fortemente centrato sull’insegnamento: programmi, obiettivi, tempi, valutazioni. Tutto necessario, certo. Ma non sempre sufficiente, perché “insegnare” non coincide automaticamente con “far apprendere”. L’apprendimento non è un travaso di contenuti, ma un processo vivo, relazionale, profondamente legato al senso che un bambin...

Educare (di Giulio Cusini)

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  Riflettevo sul significato di questa parola e penso che in pochi se lo chiedano davvero. Spesso associamo l’educazione ai bambini: insegnare loro cosa devono fare, come comportarsi, cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma in realtà educare è tutt’altro: è aiutare qualcuno a riconoscere ciò che già è, a far emergere ciò che ha dentro. E allora mi sono chiesto:  quanti adulti si educano? Quanti, una volta cresciuti, continuano a interrogarsi su chi sono, su cosa vogliono, su come si sentono davvero? Quanti riconoscono l’impatto che hanno sugli altri con le loro scelte? Viviamo in un mondo in cui conta moltissimo l’apparenza, l’immagine, come veniamo percepiti. Ma quanto spesso ci fermiamo a percepire noi stessi?   Chi sono? Come sto? Cosa cerco davvero? Cosa conta per me? Quali valori guidano le mie scelte?   Ci sono adulti che queste domande non se le fanno mai. Corrono, lavorano, seguono la routine, inseguono obiettivi che forse non hanno nemmeno scel...