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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Ogni mente è uno strumento: educare non è riempire, ma fa risuonare. (di Ilaria Peri - insegnante e assistente educatrice scolastica)

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  Esiste un aneddoto, spesso attribuito a Thomas Edison, che racconta di un bambino tornato a casa con un biglietto della scuola. La madre lo legge in silenzio, lo ripone e gli dice che sopra c’è scritto che è troppo intelligente per essere educato in quell’istituto. Anni dopo Edison, ormai inventore di fama mondiale, ritrova quel foglio: gli insegnanti lo giudicavano incapace di apprendere e consigliavano di non mandarlo più a scuola. Non sappiamo se questa storia sia storicamente vera. Ma è profondamente vera la domanda che solleva: quanto può pesare lo sguardo di un adulto sul destino di un bambino? Il sistema scolastico, così come spesso è strutturato, è fortemente centrato sull’insegnamento: programmi, obiettivi, tempi, valutazioni. Tutto necessario, certo. Ma non sempre sufficiente, perché “insegnare” non coincide automaticamente con “far apprendere”. L’apprendimento non è un travaso di contenuti, ma un processo vivo, relazionale, profondamente legato al senso che un bambin...

Educare (di Giulio Cusini)

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  Riflettevo sul significato di questa parola e penso che in pochi se lo chiedano davvero. Spesso associamo l’educazione ai bambini: insegnare loro cosa devono fare, come comportarsi, cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma in realtà educare è tutt’altro: è aiutare qualcuno a riconoscere ciò che già è, a far emergere ciò che ha dentro. E allora mi sono chiesto:  quanti adulti si educano? Quanti, una volta cresciuti, continuano a interrogarsi su chi sono, su cosa vogliono, su come si sentono davvero? Quanti riconoscono l’impatto che hanno sugli altri con le loro scelte? Viviamo in un mondo in cui conta moltissimo l’apparenza, l’immagine, come veniamo percepiti. Ma quanto spesso ci fermiamo a percepire noi stessi?   Chi sono? Come sto? Cosa cerco davvero? Cosa conta per me? Quali valori guidano le mie scelte?   Ci sono adulti che queste domande non se le fanno mai. Corrono, lavorano, seguono la routine, inseguono obiettivi che forse non hanno nemmeno scel...