Educare (di Giulio Cusini)
Riflettevo sul
significato di questa parola e penso che in pochi se lo chiedano davvero.
Spesso associamo l’educazione ai bambini: insegnare loro cosa devono fare, come comportarsi, cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Ma in realtà educare è tutt’altro: è aiutare qualcuno a riconoscere ciò che già è, a far emergere ciò che ha dentro.
E allora mi sono chiesto: quanti adulti si educano?
Quanti, una volta cresciuti, continuano a interrogarsi su chi sono, su cosa vogliono, su come si sentono davvero?
Quanti riconoscono l’impatto che hanno sugli altri con le loro scelte?
Viviamo in un mondo in cui conta moltissimo l’apparenza, l’immagine, come veniamo percepiti. Ma quanto spesso ci fermiamo a percepire noi stessi?
Chi sono?
Spesso associamo l’educazione ai bambini: insegnare loro cosa devono fare, come comportarsi, cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Ma in realtà educare è tutt’altro: è aiutare qualcuno a riconoscere ciò che già è, a far emergere ciò che ha dentro.
E allora mi sono chiesto: quanti adulti si educano?
Quanti, una volta cresciuti, continuano a interrogarsi su chi sono, su cosa vogliono, su come si sentono davvero?
Quanti riconoscono l’impatto che hanno sugli altri con le loro scelte?
Viviamo in un mondo in cui conta moltissimo l’apparenza, l’immagine, come veniamo percepiti. Ma quanto spesso ci fermiamo a percepire noi stessi?
Come sto?
Cosa cerco davvero?
Cosa conta per me?
Quali valori guidano le mie scelte?
Ci sono adulti che
queste domande non se le fanno mai. Corrono, lavorano, seguono la routine,
inseguono obiettivi che forse non hanno nemmeno scelto davvero. E poi?
Forse fermarsi e chiedersi «dove sto andando?» è una delle cose più importanti che possiamo fare.
Cosa cerco davvero?
Cosa conta per me?
Quali valori guidano le mie scelte?
Forse fermarsi e chiedersi «dove sto andando?» è una delle cose più importanti che possiamo fare.
È proprio da lì che
nasce la possibilità di crescere davvero come esseri umani: riconoscersi,
capire chi siamo, con i nostri punti di forza e le nostre fragilità, e prendere
consapevolezza dell’impatto che abbiamo sugli altri.
È un percorso che non finisce mai, ma è l’unico che ti permette di non perderti e di non auto sabotarti.
E tu, quanto ti
educhi davvero?
È un percorso che non finisce mai, ma è l’unico che ti permette di non perderti e di non auto sabotarti.
Giulio

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