Corpo e chimica. (di Giorgia Bortolotti - osteopata, specializzata in benessere femminile e pediatra)
Ti è mai capitato di
avere mal di pancia prima di un’interrogazione?
O di sentire le spalle rigide dopo una lunga mattinata a scuola? Non è un caso.
Tutte le emozioni che proviamo durante la giornata all’interno del nostro corpo diventano chimica, e la chimica scatena delle reazioni che possono lasciare traccia.
Il corpo ci parla, e i sintomi sono spesso dei messaggi!
La paura può far accelerare il cuore, la vergogna può farci arrossire, l’ansia può creare tensione nei muscoli. Te ne vengono in mente altri?
Tutti questi non sono segnali “fastidiosi” da ignorare, ma informazioni preziose, imparare ad ascoltarli è il primo passo per prenderci cura di noi stessi e imparare a conoscerci.
Emozioni come ansia e vergogna attivano una sorta di “modalità difesa”: i muscoli si contraggono, la postura si chiude, il corpo si prepara a proteggersi, come se fosse attaccato. È un meccanismo naturale, ma se dura troppo a lungo può creare rigidità, come dolore alle spalle e collo.
Hai mai notato come cambia la tua postura quando sei insicuro? Spalle in avanti, sguardo basso, corpo chiuso. Al contrario, quando ti senti sicuro, il corpo si apre, il respiro si amplia, lo sguardo si alza. Non è forse più efficace se sei davanti ad un’interrogazione?
Il corpo parla anche a chi ci guarda, e racconta sempre una storia… La nostra!
Spesso siamo abituati a ignorare i segnali che il corpo ci manda dicendo: “passerà”, “non è niente” …
Ma poi quel mal di testa arriva sempre più spesso, la schiena ci fa più male, ci svegliamo già stanchi, non riusciamo a prendere sonno presto la sera... tutti piccoli segnali da cogliere! E quindi come fare?
Prima cosa, la più banale ma potente: FERMARSI, respirare e ascoltarsi - è un piccolo gesto di rispetto verso noi stessi, come per dirsi: “ok, ti ascolto, dimmi cosa succede”.
Sapevi che il nostro cervello funziona su due sistemi? Uno serve per riposare, per digerire il cibo, perché sennò ci verrebbe da fare un pisolino dopo pranzo? E in inglese si dice REST and DIGEST (riposa e digerisci), mentre l’altro serve per proteggersi, per scappare da una situazione di pericolo, immagina d’incontrare un animale selvatico nel bosco! Saresti subito in allerta. Questo si chiama FIGHT or FLIGHT (lotta o scappa).
Fermarsi, portare l’attenzione al respiro aiuta il corpo a rilassarsi e a comunicare al cervello che “va tutto bene”, che siamo in un posto sicuro e ci fa uscire dallo stato di allerta.
Le tensioni, le emozioni trattenute, lo stress delle mille cose da fare: tutto può accumularsi nel corpo.
Per questo è fondamentale trovare modi per scaricare e rilasciare — movimento, sport, respiro, momenti di pausa, momenti di noia (che non comprendono tv o social!).
Dove il nostro cervello può riposare davvero e scaricare le informazioni che continua a ricevere.
Come dicavamo prima il corpo ha bisogno di sicurezza per stare bene. Quando ci sentiamo accolti, ascoltati e rispettati, il corpo si rilassa, quando invece ci sentiamo giudicati o sotto pressione, si irrigidisce.
La prossima volta che arriva un’emozione prova a chiederti: dove sento questa emozione nel corpo?
Nel petto? Nello
stomaco? Nelle spalle? Non esiste una risposta giusta o sbagliata: ognuno
percepisce le emozioni in modo diverso!
Allenare questa consapevolezza ti aiuta a capire meglio come stai davvero.
Il corpo non è solo qualcosa che “abbiamo”: è qualcosa che siamo. Imparare ad ascoltarlo, rispettarlo e comprenderlo è una competenza fondamentale per costruire il benessere di oggi e domani.
La prossima volta che senti un segnale, fermati un attimo e chiediti:
Cosa mi sta dicendo il mio corpo?
O di sentire le spalle rigide dopo una lunga mattinata a scuola? Non è un caso.
Tutte le emozioni che proviamo durante la giornata all’interno del nostro corpo diventano chimica, e la chimica scatena delle reazioni che possono lasciare traccia.
Il corpo ci parla, e i sintomi sono spesso dei messaggi!
La paura può far accelerare il cuore, la vergogna può farci arrossire, l’ansia può creare tensione nei muscoli. Te ne vengono in mente altri?
Tutti questi non sono segnali “fastidiosi” da ignorare, ma informazioni preziose, imparare ad ascoltarli è il primo passo per prenderci cura di noi stessi e imparare a conoscerci.
Emozioni come ansia e vergogna attivano una sorta di “modalità difesa”: i muscoli si contraggono, la postura si chiude, il corpo si prepara a proteggersi, come se fosse attaccato. È un meccanismo naturale, ma se dura troppo a lungo può creare rigidità, come dolore alle spalle e collo.
Hai mai notato come cambia la tua postura quando sei insicuro? Spalle in avanti, sguardo basso, corpo chiuso. Al contrario, quando ti senti sicuro, il corpo si apre, il respiro si amplia, lo sguardo si alza. Non è forse più efficace se sei davanti ad un’interrogazione?
Il corpo parla anche a chi ci guarda, e racconta sempre una storia… La nostra!
Spesso siamo abituati a ignorare i segnali che il corpo ci manda dicendo: “passerà”, “non è niente” …
Ma poi quel mal di testa arriva sempre più spesso, la schiena ci fa più male, ci svegliamo già stanchi, non riusciamo a prendere sonno presto la sera... tutti piccoli segnali da cogliere! E quindi come fare?
Prima cosa, la più banale ma potente: FERMARSI, respirare e ascoltarsi - è un piccolo gesto di rispetto verso noi stessi, come per dirsi: “ok, ti ascolto, dimmi cosa succede”.
Sapevi che il nostro cervello funziona su due sistemi? Uno serve per riposare, per digerire il cibo, perché sennò ci verrebbe da fare un pisolino dopo pranzo? E in inglese si dice REST and DIGEST (riposa e digerisci), mentre l’altro serve per proteggersi, per scappare da una situazione di pericolo, immagina d’incontrare un animale selvatico nel bosco! Saresti subito in allerta. Questo si chiama FIGHT or FLIGHT (lotta o scappa).
Fermarsi, portare l’attenzione al respiro aiuta il corpo a rilassarsi e a comunicare al cervello che “va tutto bene”, che siamo in un posto sicuro e ci fa uscire dallo stato di allerta.
Le tensioni, le emozioni trattenute, lo stress delle mille cose da fare: tutto può accumularsi nel corpo.
Per questo è fondamentale trovare modi per scaricare e rilasciare — movimento, sport, respiro, momenti di pausa, momenti di noia (che non comprendono tv o social!).
Dove il nostro cervello può riposare davvero e scaricare le informazioni che continua a ricevere.
Come dicavamo prima il corpo ha bisogno di sicurezza per stare bene. Quando ci sentiamo accolti, ascoltati e rispettati, il corpo si rilassa, quando invece ci sentiamo giudicati o sotto pressione, si irrigidisce.
La prossima volta che arriva un’emozione prova a chiederti: dove sento questa emozione nel corpo?
Allenare questa consapevolezza ti aiuta a capire meglio come stai davvero.
Il corpo non è solo qualcosa che “abbiamo”: è qualcosa che siamo. Imparare ad ascoltarlo, rispettarlo e comprenderlo è una competenza fondamentale per costruire il benessere di oggi e domani.
La prossima volta che senti un segnale, fermati un attimo e chiediti:
Cosa mi sta dicendo il mio corpo?
Giorgia

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