Due ori persi o due argenti conquistati? (di Ilaria Peri - insegnante)
La domanda arriva secca, quasi provocatoria:
«Questa Olimpiade la vedi come due argenti conquistati o due ori persi?»
Un microfono davanti e gli occhi del mondo addosso, e subito accade qualcosa di semplice e potentissimo: Eileen Gu (sciatrice freestyle statunitense-cinese, ndr) ride.
Non si tratta di una risata nervosa, né di imbarazzo. È un sorriso pieno, spontaneo, di quelli che parlano ancora prima delle parole. È il sorriso di chi sa esattamente quanto è costato arrivare li, di chi non permette a una domanda di ridurre anni di lavoro ad una semplice sottrazione.
Poi, con una determinazione che non ha bisogno di spiegarsi, l’atleta risponde che per lei ogni medaglia ha lo stesso peso, perché ogni medaglia è il frutto di un percorso, ed è proprio il percorso -non il colore della medaglia - ciò che trasforma davvero.
Nello sguardo di Eileen Gu ci sono tutti i suoi allenamenti, le cadute e le ripartenze che nessuno guarda, c’è la scelta che fa ogni giorno quando decide di superare se stessa. Un’olimpiade, dice, è un’esperienza che cambia la vita, non per il metallo che porti al collo, ma per ciò che si diventa nel frattempo.
Mentre la ascolti capisci che la lezione va ben oltre lo sport, perché riguarda tutti noi.
Il pensiero va poi a casa, alle nostre montagne, alla nostra Jole Galli e al nostro Maurizio Bormolini, che non hanno bisogno di presentazioni. Non sono saliti sul podio e non hanno preso la medaglia, eppure a fine gara sorridevano: l’impressione è stata quella che non fosse il sorriso di chi si accontenta, ma era il sorriso limpido, soddisfatto e vivo di chi sa di avere dato tutto, di chi conosce la fatica che c’è dietro ad ogni curva e ad ogni salto. In quel sorriso c’è una lezione potente per tutti noi, quanto-o forse anche di più- di una medaglia.
Educare non significa insegnare a vincere sempre, ma significa sostenere l’altro affinché dia il meglio di sé, a stare dietro all’impegno, a riconoscere il valore del proprio percorso individuale anche se non avviene sotto i riflettori o viene premiato con un a medaglia.
La vera competizione non è mai contro gli altri, ma spesso è contro noi stessi e la paura di provarci. Si vince quando si comprende che due argenti non sono due ori persi e che una gara senza podio non è una sconfitta, ma è una tappa, costruzione e carattere che si forma.
Forse la medaglia più importante è proprio quel sorriso, che ha capito che il valore del proprio impegno non è essere sopra gli altri, ma essere cresciuti rispetto a ieri.
Grazie a tutti gli atleti che durante queste Olimpiadi “a casa nostra” si sono fatti portatori di un messaggio educativo meraviglioso, che educa non alla vittoria, ma alla pienezza: la vera medaglia è tornare a casa con il sorriso di chi sa di avercela messa tutta.
Ilaria
P.S Alla fine poi, proprio l’ultima mattina di giochi olimpici, nella competizione di Freeski Halfpipe femminile, l’oro per Eileen Gu é arrivato. Ma questa è un’altra storia!

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